Quando la meditazione va oltre l’asana samadhi

Spesso si pensa che meditare significa essere in silenzio, in piena solitudine in un luogo tranquillo, isolati dal mondo, e rimanere seduti per un po’ nella posizione del loto o semiloto, non pensando a nulla.

In realtà, come insegnano i grandi Maestri orientali, la pratica della meditazione non s’interrompe quando ci si alza dalla postura appropriata al meditante, ma dovrebbe scandire ogni attimo della giornata. Quando ci si sveglia e ci si alza sono momenti che possono essere trasformati in esercizi meditativi. Durante la colazione, il pranzo, la cena ci si può immergere nella pratica.

Persino nel traffico urbano si può esperire la meditazione.

Proprio ieri, ci trovavamo in una cittadina del sud della Francia ed eravamo in auto. Ci stavamo dirigendo in una determinata località, ma non sapevamo che era stata indetta una manifestazione degli agricoltori proprio in quella giornata.

Gli agricoltori stavano manifestando per rivendicare più diritti e più tutele da parte dell’Unione Europea e avevano bloccato alcuni tratti di autostrada.

Ci siamo così trovati imbottigliati in una coda di vetture e di tir che non ci aspettavamo!

Dopo i primi istanti di stupore e di incredulità (non era la prima volta che percorrevamo quel tratto e non avevamo mai trovato traffico), ci siamo resi conto che in quella situazione così negativa potevamo stare bene mettendo in pratica le nostre conoscenze connesse alla Mindfulness.

Abbiamo iniziato a respirare in modo profondo, e abbiamo allentato le tensioni ascoltando un po’ di musica, vivendo comunque il presente, il qui e ora, in modo Consapevole, ma senza nervosismo, senza cadere nella facile trappola della rabbia.

Vivendo una situazione pesante in maniera Consapevole si possono trasformare le energie negative in positive: la gravità del momento viene mutata in qualcosa di più gestibile.

Questa è « la forza» della “Presenza Mentale”, del Satipatthana come insegnano i maestri orientali.

Nelle varie tradizioni buddhiste, si insegna che la pratica della Consapevolezza è uno dei primi passi indispensabili al praticante per entrare nella Meditazione.

Il cammino della Consapevolezza, Satipatthana, conduce alla purificazione della mente, annulla i pensieri negativi e muta le percezioni, oltre che la prospettiva esistenziale.

È proprio nei frangenti più difficili che si sentono tutti i benefici della pratica meditativa! Una vera rivoluzione che porta a un’evoluzione…

Silvia e AL

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