Chinmaya Dunster & The Celtic Ragas Band

Il musicista inglese, virtuoso di sarod, testimonia ancora una volta il suo profondo legame con l’India con un album che documenta un toccante live tenutosi a Pune. Un concerto dalla forte impronta ecologista da cui è partito il progetto di un film dedicato alla conservazione dell’ambiente

Incontri inattesi e situazioni altrettanto inaspettate. Sono proprio gli eventi meno prevedibili che hanno il potere di cambiare profondamente la vita di una persona, come è stato il caso del musicista britannico Chinmaya Dunster. Cresciuto immerso nei bucolici paesaggi del Kent, negli anni Settanta, dopo aver terminato gli studi d’arte, ha seguito quell’afflato mistico che animava i giovani hippy di allora. Portando con sé una manciata di acquarelli e una chitarra spagnola, si è diretto verso Oriente, compiendo un lungo viaggio che lo ha condotto in Afghanistan, Thailanda, Sri Lanka, Giappone e India. È stato proprio nel colorato e ancora fortemente spirituale subcontinente indiano che Chinmaya ha conosciuto colui che gli avrebbe cambiato l’esistenza, Amjad Ali Khan, virtuoso del sarod (uno degli strumenti a corde tipici dell’India, caratterizzato dal manico corto e da diciannove corde).

Chinmaya Dunster

In una notte del 1979, avvolta dai profumi intensi di New Delhi, l’anima del giovane inglese ha trovato ciò che stava cercando e che l’aveva spinto a lasciare una condizione di sicurezza per dirigersi verso qualcosa di non ben definito. Chinmaya inseguiva un impulso creativo che gli avrebbe permesso di andare oltre il materialismo. Quella spinta l’ha trovata nelle vibrazioni generate dal maestro Ali Khan, tanto da indurlo a studiare con dedizione e passione proprio il sarod, di cui lui stesso ne è diventato maestro.

Risale al 1994 l’album di debutto, Spiral Dance, un intenso lavoro dalle atmosfere mistiche, create dalla collaborazione fra Chinmaya e il musicista persiano Sirus, a cui sono seguite altre produzioni pubblicate sempre su etichetta Nightingale Records: Lands of the Dawn e due cd ispirati al Feng Shui, ovvero quell’antica arte geomantica legata alla filosofia taoista che attraverso una serie di metodi e principi si prefigge di armonizzare l’ambiente per creare al contempo benessere nell’uomo. La fine degli anni Novanta, è stata caratterizzata da due novità nel suo cammino artistico: la creazione dell’etichetta New Earth Records, e l’avvio di uno stile compositivo sempre più diretto alla fusione della musica indiana e di quella celtica, al fine di stimolare il dialogo fra realtà così differenti. Da questa combinazione è nato Celtic Ragas (1998), la cui essenza sonora viene elaborata in modo più compiuto con i successivi album, per poi raggiungere l’apice della bellezza musicale contemplativa con Karma Circles. In questo lavoro le melodie tipiche dell’Irlanda e di altri luoghi imbevuti di tradizioni bretoni e gaeliche si intrecciano con i ritmi orientali. Fondamentale il contributo della Celtic Ragas Band, nutrito gruppo di musicisti di diversa estrazione, provenienti dalla Scozia, India, Marocco, Germania e Stati Uniti, tra cui figurano

Ramadhan (santoor), Govi (oud), Tanmayo (penny whistle), Manish Vyas (tabla) e Shastro (flauto di bambù). Chinmaya, influenzato anche dal pensiero di Osho, di cui segue la filosofia, ha inoltre composto due cd dedicati allo yoga, Yoga on Sacred Ground e Yoga lounge (dove lo affianca il maestro di sitar Niladri Kumar) intrisi di arrangiamenti delicati, arricchiti da suoni dall’intenso potere vibratorio in grado di apportare benefici ai chakra (“ruota” in sanscrito), i sette centri principali attraverso i quali l’energia vitale scorre all’interno del corpo sottile. Meditazione, pratiche e filosofie orientali sono queste le suggestioni che ispirano Chinmaya a scrivere musica. Ed è l’India la primordiale spinta creativa, la fonte da cui attinge immagini e accordi. I paesaggi, le sfumature, le genti, i luoghi sacri di quel variegato subcontinente vengono trasformati in musica.

Chinmaya Dunster & The Celtic Ragas Band

Tra gli ultimi lavori pregevoli del nostro figurano Sacred temples of India e Fragrance of the East, che ripropone l’intenso concerto da lui tenuto nel gennaio del 2004, presso il Bharatiya Vidapeeth Institute of Environmental Education and Research (BVEER). L’Istituto, situato nella cittadina indiana di Pune (dove ha tra l’altro sede un’importante comunità che si rifà al pensiero di Osho), opera nel campo della protezione e dell’educazione ambientale. La scelta di organizzare un concerto in questa location è nata dall’incontro fra il dottor Erach Bharucha, che dirige il BVEER, e Chinmaya, da sempre sensibile ai temi ecologici. Si sono conosciuti nel 2001, quando il musicista era alla ricerca di un ambiente adatto dove poter trovare e registrare il cinguettio di alcune specie di uccelli indiani da introdurre in un progetto che aveva da tempo in mente. Grazie al dottor Bharucha, è riuscito a recuperare i suoni della natura che stava cercando. Quell’incontro ha generato una profonda amicizia e la volontà di realizzare qualcosa di costruttivo. Da qui l’idea di realizzare un concerto per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della consapevolezza e conservazione ambientale. Fragrance of the East documenta l’evento attraverso nove tracce evocative, caratterizzate dall’interplay fra strumenti tradizionali indiani, chitarre e tastiere. Fra i brani più rappresentativi, oltre a “Moonsong”, sampler selezionato per la nostra compilation, in cui viene sprigionata quella mescolanza di ritmi orientali e celtici, segnaliamo anche “Rag Shivranjani”, avvolta da un clima mistico per effetto del meraviglioso dialogo tra sitar, sarod e tanpura.

Fragrance of the East da progetto musicale si è poi trasformato in una sorta di film-documentario diretto dallo stesso Chinmaya, coadiuvato dalla compagna Naveen e dai cameramen Svargo, Zeenat e Avesh. La vegetazione lussureggiante indiana, volti sorridenti (malgrado le difficoltà economiche), luoghi incantevoli come i paesaggi intorno al monte Nanda Devi nella regione himalayana si uniscono alla sua musica e a importanti tematiche di protezione della natura. Il video, realizzato a titolo gratuito, è disponibile altrettanto gratuitamente sul sito http://www.fragranceoftheeast.org/. Chinmaya, per il suo utilizzo, specifica solo una condizione: “Non deve essere usato per fini commerciali”. Un progetto che sosteniamo e che condividiamo.

Silvia C. Turrin ©
Articolo del 2008

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