La mente ritornerà nella sua origine…

Quando sorgono altri pensieri, non si dovrebbe seguirli, ma chiedersi: “A chi è sorto questo pensiero?” Non importa quanti ne sono emersi. Come ne sorge uno, ci si dovrebbe chiedere con diligenza: “A chi è sorto questo pensiero?” La risposta che emergerà sarà: “A me”. A quel punto, se ci si chiede: “Chi sono Io?” la mente ritornerà nella sua origine, e il pensiero che era emerso diverrà quiescente. Ripetendo la pratica in questo modo, la mente svilupperà l’abilità di rimanere nella sua origine. Quando la mente che è sottile esce attraverso il cervello e gli organi di senso, appaiono i nomi e le forme grossolane; quando rimane nel cuore, scompaiono i nomi e le forme. Non permettendo alla mente di andare fuori, ma trattenendola nel Cuore è ciò che viene chiamata “Introspezione” (antar-mukta). Lasciare uscire la mente dal Cuore è chiamata “Esternalizzazione” (bahir-mukta). Quindi, quando la mente sta nel Cuore, l’”Io” che è la sorgente di tutti i pensieri, se ne andrà e il Sé che esiste sempre brillerà. Qualunque cosa si faccia, si dovrebbe fare senza l’”Io” egocentrico. Se si agisce in quel modo, tutto apparirà come appartenente alla natura di Siva (Dio).

Sri Ramana Maharshi (da “Chi sono io”)

meditazione 5

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