Compassione…

Questa è la mia semplice religione:
non c’è bisogno di templi,
non ci vogliono complicate filosofie.
Il nostro cervello e il nostro cuore sono il tempio,
la gentilezza è la filosofia.
Dalai Lama

Molti secoli fa gli esseri umani compresero l’impor­tanza di sfruttare l’intelletto.
Da ciò andò evolvendosi la scrittura, e infine l’istruzione formale.

Oggi dire che l’istruzione è fondamentale è una verità lapalissiana, ma in realtà è necessario ricordare a noi stessi lo scopo più vasto dell’istruzione.

Dopo tutto, a che serve l’accumulo di conoscenza, se non porta a una vita più felice?

Tutti abbiamo conosciuto persone che, pur avendo ricevuto un’eccellente istruzione, non possono dirsi felici.

L’istruzione ha forse portato loro una maggior capacità di pensiero critico e maggiori aspettative, ma poi hanno avuto difficoltà a concretizzare tutte quelle aspettative, cosa che ha suscitato in loro ansia e frustrazione.

Chiaramente, l’istruzione da sola non garantisce una vita più felice.
Personalmente la ritengo uno strumento che possiamo usare a fini sia costruttivi sia distruttivi.

Si potrebbe pensare che l’obiettivo dell’istruzione sia solo potenziare le capacità dell’individuo di accrescere la propria ricchezza, i propri beni o il proprio potere.

Ma esattamente come la mera conoscenza non è sufficiente a renderci felici, anche i meri beni materiali o il mero potere non possono sanare preoccupazioni e frustrazioni. Dev’esserci qualche altro fattore nella nostra mente che crei le basi per una vita felice, qualcosa che ci permetta di gestire efficacemente le difficoltà della vita.

Solitamente mi descrivo come un semplice monaco buddista, e la mia personale istruzione formale non è poi stata così ampia.

So qualcosa di filosofia e di testi buddi­sti, ma in gioventù ero uno studente piuttosto pigro, per cui anche in quel campo la mia conoscenza è limitata. Per di più non ho imparato quasi nulla in ambiti come la matematica, la storia universale o la geografìa.

Come se non bastasse, da giovane ho condotto una vita piuttosto comoda. I Dalai Lama non erano miliardari, ma la mia era comunque un’esistenza confortevole.

Così, quando i cinesi invasero la mia terra natale e io dovetti fuggire, non avevo che qualche limitata conoscenza degli insegnamenti buddisti e poca esperienza pragmatica nell’affrontare i problemi.

All’improvviso fui caricato di un grande peso e di un’immane responsabilità, e la mia formazione fu messa alla prova.

In quegli anni la mia amica più fidata fu una mia qualità interiore: la compassione.

Tratto dal libro Il Potere della Mente Curiosa – Dalai Lama

compassione

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...