Rispettare ogni idea e fede

Abbiamo tenuto un seminario pochi giorni prima del Natale e Sara, che sta seguendo un percorso di Mindfulness insieme a noi, ha fatto emergere all’interno del gruppo una questione interessante.

Queste in sintesi le sue parole (che condividiamo con il suo permesso):

“Leggo e ascolto diversi commenti negativi sul Natale. È come se si volesse confondere il consumismo con la fede e mettere tutto nello stesso calderone, come se chi ama il Natale sia a favore degli acquisti pazzi… mi sembra anche che alcune persone che praticano la meditazione non rispettino chi crede nel Natale cristiano”.

Queste parole di Sara erano emerse dopo una meditazione sull’Equanimità che abbiamo proposto al gruppo ligure durante il seminario di dicembre. Il pensiero di Sara ha messo in atto un bel confronto fra i partecipanti, dando vita a una sorta di “brainstorming” spontaneo. Dalla discussione, continuata poi durante una passeggiata sulla spiaggia (dove abbiamo vissuto un bel momento di meditazione collettiva), sono emerse alcune considerazioni nel gruppo che possono trasformarsi in suggerimenti di riflessione durante queste giornate di festa. Condividiamo qui tre punti che hanno messo in accordo tutti i partecipanti del seminario:

  1. Chi sta portando avanti un cammino di ricerca spirituale – qualunque sia il cammino prescelto – se davvero lo sta intraprendendo con sincerità e convinzione, nutre rispetto verso altre idee, convinzioni e fedi; non cade nelle critiche facili e semplicistiche.
  2. Chi segue un percorso di meditazione incentrato sulla pacificazione della mente può, in tutta tranquillità e serenità, vivere la propria fede cristiana praticando al contempo un “lavoro” di introspezione e conoscenza interiore ispirato alle filosofie orientali;
  3. Chi davvero vuole diffondere semi di pace e vuole farli germogliare ha la responsabilità etica di essere coerente con ciò che afferma: le parole sono in accordo con le azioni. Quando si manifestano contraddizioni tra il dire e il fare significa che il cammino di ricerca spirituale e di evoluzione personale poggia su fondamenta fragili, molto traballanti ed è quindi necessario guardarsi veramente dentro per incontrare le ombre e i lati oscuri che generano l’incoerenza.

Ricordiamo queste belle parole del Buddha: “Questo è, perché quello è. Questo non è, perché quello non è”.

Significato: per poter esistere ogni esperienza, ogni sentimento, ogni persona… si basa sull’esistenza di un’altra esperienza, di un altro sentimento, di un’altra persona…

La mia identità si sviluppa e si manifesta perché incontra un’altra identità. Quindi senza “l’altro”, non possiamo esistere. Da qui, la necessità della condivisione, del rispetto, dell’ascolto dell’altro, quindi di se stessi.

Buone Feste a tutti/e!

Silvia e Alberto

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