La meditazione inizia dalla postura corretta

Durante il Seminario da noi condotto “Pratiche di meditazione Samatha” tenutosi in Provenza dal 7 al 10 dicembre 2017, oltre ad aver avuto l’occasione di incontrare amici sensibili e desiderosi di addentrarsi nella conoscenza della Mindfulness, abbiamo avuto modo di conoscere due persone che non avevano mai seguito alcun corso da noi organizzato.

Come è nostra abitudine poniamo sempre alcune domande ai futuri partecipanti per comprendere come e quanto conoscano la pratica meditativa. I due nuovi corsisti ci avevano assicurato di conoscere attentamente la corretta postura per la meditazione, ma durante il seminario abbiamo avuto modo di appurare il contrario. Non certo un dramma, anzi… I due partecipanti, Marco e Lucia, una coppia affiatata, si sono resi conto che la loro postura cui erano abituati non permetteva loro di nutrire la presenza mentale e la consapevolezza, due elementi assolutamente fondamentali nella meditazione Samatha. Durante il Seminario hanno avuto modo di capire e di apprendere la corretta postura meditativa.

postura meditativaPerché la postura è così importante?

Perché se la postura del corpo non è corretta non ci può essere meditazione. Se si può scegliere tra posizione del loto, del semi-loto, a gambe incrociate o posizione del faraone, non si devono però assolutamente commettere alcuni errori. Vediamone qualcuno insieme:

1- la colonna vertebrale piegata in avanti. MAI.

La colonna vertebrale deve essere eretta, ma non rigida; ciò permette di far scorrere correttamente il prana lungo il canale centrale, lo sushumna. L’energia del prana solo così può scorrere in modo fluido dalla base della spina dorsale al sahasrara.

2- gli occhi non devono essere né aperti, né chiusi in modo serrato.

Gli occhi, socchiusi, dovrebbero rimanere immobili, concentrati sullo spazio al di là della punta del naso.

Altri elementi fondamentali sono:

3- le mani si tengono nella posizione dell’equanimità

4- il mento è leggermente rientrato

Inizialmente, per chi si avvicina alla pratica può incontrare difficoltà propriamente fisiche nell’assumere la corretta postura.

 

Nel libro “Mindfulness Immaginale” abbiamo introdotto alcune posizioni yogiche (asana) per rendere più flessibile il corpo, in modo da raggiungere la corretta postura meditativa.

La postura è il primo passo per coltivare la presenza mentale e la consapevolezza nella pratica meditativa.

Se si è costanti, se c’è davvero il desiderio di meditare così come insegnato dai Maestri orientali, se si sviluppano concentrazione e calma mentale, allora si è sulla retta via per raggiungere un equilibrio profondo e duraturo.

Silvia e Alberto

 

 

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