La meditazione Kasina, per aprire le porte della psiche

Queste sono le giornate ideali per praticare la meditazione Kasina. Una pratica che ci permette di capire come tutto sia fluido, mai fermo, in continuo movimento. Kasina è un termine in lingua pali (l’antico idioma in uso ai tempi del Buddha storico) che significa “fissità”. In questo tipo di meditazione ci si focalizza su di un particolare oggetto, come la fiamma di una candela, o un colore.

E’ una meditazione molto potente, perché placa i disagi, le chiusure mentali, i blocchi e i loro effetti dannosi. Attraverso la meditazione Kasina e attraverso i numi dei colori possiamo aprire le porte negli intimi spazi della psiche.

Benefici

La tecnica Kasina fa parte di quell’insieme di pratiche di meditazione attive, poiché mette in gioco e stimola le facoltà dell’immaginazione e visualizzazione, nonché alimenta la capacità di attenzione per il tramite della concentrazione su un oggetto specifico (candela e colore).
Praticandola con regolarità riusciamo ad avviare un processo di pacificazione e di riconciliazione col passato, con gli avi conosciuti o mai incontrati. la riappacificazione col passato ci conduce a un’intensa sensazione di felicità nel qui e ora, dovuta allo “svuotamento” di emozioni pesanti, quali rabbia, rancori, sensi di colpa.

La meditazione Kasina e la pratica (che si suddivide in tre fasi)  è spiegata in dettaglio nel libro “Mindfulness Immaginale” (Edizioni Mediterranee)

Mindfulness Immaginale

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Meditare allargando la propria prospettiva, oltre l’ego

La meditazione è sterile se la si fa solo per se stessi.

Se intendi ripulire la tua mente con la pratica della meditazione, allora devi anche ripulire l’ambiente dove vivi, se vuoi nutrire la tua anima con l’ambrosia di un mantra, allora devi anche nutrire le piante, i fiori e gli animalisti e le persone con cui entri in relazione con acqua, cibo, buoni pensieri e armoniose emanazioni.

Poi non devi dimenticare le creature dei mondi invisibili.
I meriti che scaturiscono dalle tue meditazioni e dalle tue cure
verso l’ambiente devi offrirli agli spiriti, affinché essi possano prendere una buona rinascita in un corpo umano e procedere
verso la liberazione finale.

Estratto dal libro “Mindfulness Immaginale” (Ed. Mediterranee)

mindfulness

Uscire dalla gabbia dell’io

La pratica della Mindfulness Immaginale aiuta a essere più sereni e calmi, aiuta a superare le paure, a sciogliere gli attaccamenti, che sono la fonte più ingombrante delle nostre limitazioni. Favorisce benessere e maggiore armonia psico-fisica, poiché spinge a uscire dalla costrizione vincolante quale è la personalità, la gabbia dell’io. Distaccarsi da essa attraverso la pratica meditativa è già un importante percorso che conduce a un profondo rilassamento.

La meditazione ci porta verso il benessere totale, in quanto ci spinge a uscire dall’individualità e da tutto ciò che essa comporta: un’individualità non solo mentale, dato che la morsa dell’io soffoca il nostro corpo.

Nel cammino Theravāda, nel quale la Mindfulness Immaginale si riconosce, praticando la meditazione, si esce dall’idea del materialismo e dell’oggettività delle cose. Si va oltre l’illusoria idea dell’io, ottenendo enormi benefici a livello integrale.

Per intraprendere questo percorso di fuoriuscita dalla gabbia dell’io e per svuotare la mente dai pensieri ossessivi è necessario apprendere i fondamenti della Mindfulness.

Una volta apprese le basi si può praticare la meditazione quando e dove si vuole.

Per approfondire:
Mindfulness Immaginale – Mediterranee, 2016