Cibo, consapevolezza e mantra – Prima parte

Vivere con attenzione cosciente è un modo meraviglioso per assaporare le bellezze dell’esistenza. La presenza mentale ci aiuta a osservare e a capire il mondo con lucidità, senza giudizio, e con chiarezza, e ci permette altresì di capire, vedere e sentire l’importanza “delle piccole cose”. La Mindfulness ci insegna a portare l’attenzione cosciente nelle attività quotidiane. Nulla è considerato scontato, né un’abitudine. Nemmeno l’atto del mangiare.

Mindfulness e cibo

Un modo molto semplice e pratico per addestrarsi a sviluppare l’attenzione cosciente è proprio attraverso l’atto del mangiare. Partire da qui ha molti vantaggi. Mangiare è una necessità quotidiana ed è un atto tutto sommato semplice, familiare, che non richiede una speciale preparazione. Ma c’è un “ma”: ognuno di noi ha bisogno di nutrirsi, eppure, molte persone, vivono questo momento, così importante da più punti di vista, in modo distratto e automatico. C’è chi guarda lo schermo di una televisione accesa, o lo smartphone; c’è chi mangia senza nemmeno percepire davvero il sapore del cibo e chi rimane assorto in qualcos’altro che può essere una conversazione, un libro, o una serie di pensieri…

Se ci si nutre in modo distratto, senza nemmeno essere consapevoli del cibo che si ingerisce, si rischia di vivere il sacro atto del mangiare come un momento privo di valore. Ma di valore ne ha, eccome, perché il nostro organismo fisico e, possiamo aggiungere, anche quello energetico e spirituale, trae forza, nutrimento e vitalità proprio da ciò che ingeriamo.

Come dare valore all’atto del mangiare

Possiamo valorizzare l’atto del mangiare in due fasi.

La prima fase avviene mentre prepariamo e cuciniamo il cibo.

La seconda fase avviene mentre siamo comodamente a tavola, davanti al nostro cibo preparato con amore.

Vediamo la prima fase.

Ascoltare e cantare Mantra

Mentre prepariamo e cuciniamo il cibo possiamo ascoltare e cantare Mantra.

I Mantra sono sillabe, parole, frasi molto potenti, cariche di vibrazioni positive. Tutto è energia – come ha confermato anche la fisica quantistica – e anche i Mantra infondono flussi energetici altamente benefici per il corpo, per la mente e per l’anima. I Mantra infondono Pace interiore, nonché sensazioni ed emozioni positive. Preparando e cucinando il cibo mentre si ascoltano e cantano Mantra trasmettiamo agli alimenti energie d’armonia e di serenità.

Quali Mantra utilizzare

I Mantra più potenti sono quelli che affondano nelle tradizioni buddhista e induista: OM, SO HAM, GAYATRI MANTRA sono solo alcuni esempi di Mantra carichi di vibrazioni potenti e benefiche. Ascoltare i CD del musicista, compositore e musicoterapeuta Rino Capitanata dedicati proprio ai Mantra ci aiuta in questo processo di “imprinting energetico”.

Rino Capitanata e lo Spa Music Institute hanno sperimentato l’efficacia dei Mantra nel disintossicare gli alimenti e nel potenziarli di energie benefiche. Ciò si è testato in varie occasioni in alcune Spa dell’Alto Adige, utilizzando Mantra come OM, AUM, SO HAM nell’accompagnare il rituale della preparazione del cibo. Sono Mantra che infondono Amore, protezione. Questi Mantra sono come una carezza e un balsamo per il cibo e per l’anima. Attraverso essi viviamo questa fase di preparazione del cibo come un atto sacro. Lo viviamo in piena consapevolezza, avvolti da vibrazioni positive che penetrano in noi e negli alimenti. La sacralità sprigionata dai Mantra ci porta a sentirci parte di una dimensione molto più vasta, percepiamo l’unione tra noi e il Tutto.

Il Mantra OM ci invita a percepire il divino dentro di noi, scioglie paure, attaccamenti, e ci libera dalla gabbia dell’io, per abbracciare uno spazio molto più vasto. Il Mantra OM purifica lo spazio attorno a noi e dentro di noi, purifica la mente dai pensieri disturbanti, infonde equilibrio e vitalità.

Il Mantra AUM, in Tibetano, è considerato il suono primordiale che ha dato origine alla creazione. È un Mantra potente, sacro, simbolo dei vari aspetti del Buddha: la “A” rappresenta il Corpo, la “U” la Parola e la “M” la Mente.

Ascoltando quindi il Mantra AUM entriamo in risonanza con il corpo, la parola e la mente avviando un processo di ri-armonizzazione e di purificazione energetica. Preparare il cibo ascoltando e cantando il Mantra AUM, secondo l’antica tradizione Tibetana, si entra in contatto con la sorgente di tutta la Creazione. Creiamo una sorta di ponte invisibile tra la materia e la dimensione spirituale.

Affiniamo dunque l’attenzione cosciente anche attraverso l’atto sacro del mangiare. Ascoltiamo i Mantra e rimaniamo immersi nelle loro vibrazioni benefiche, portando questa risonanza terapeutica anche al nostro cibo e al momento durante il quale lo condividiamo coi nostri cari.

Silvia C. Turrin

foto in evidenza in homepage: Maarten van den Heuvel

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Jaya Lakshmi

JayaLakshmiLa musica indiana ha il potere di diffondere suoni trascendentali, in particolare quella propriamente collegata ai canti vedici e tramandata da maestro a discepolo nel corso dei secoli. È una musica basata sui Raga, ovvero quell’antico sistema di note cadenzate, sviluppate secondo precisi dettami, che esprimono la mutevole e diversificata natura dell’uomo e del cosmo. Altrettanto importante nella musica non solo indiana, ma più in generale nel panorama sonoro orientale, è il Kirtan, pratica spirituale strettamente legata al Mantra Yoga, in cui è centrale la ripetizione di parole e suoni sacri. Lungo il percorso di conoscenza interiore e di realizzazione del Sé, il Kirtan è uno dei metodi che portano al risveglio di Bhakti, l’amore trascendentale. A questa antica pratica si ispira la vocalist statunitense Jaya Lakshmi, i cui dischi inneggiano all’antico misticismo dei canti Vedici. Dopo essersi laureata in Antropologia all’Università del New Hampshire e aver composto canzoni ispirate ai verdeggianti spazi naturali dell’Oregon, si è avvicinata alla spiritualità che avvolge l’India, terra caleidoscopio di fedi, paesaggi, usanze. È stato l’incontro con il guru spirituale Sri Govinda Maharaj a permetterle di entrare in contatto con una realtà differente rispetto a quella in cui è cresciuta.

Ha appreso gli insegnamenti di Srī Caitanya e ha studiato il sanscrito, oltre che la letteratura Vedica. Il suo nome, Lakshmi, attribuitole dallo stesso Sri Govinda Maharaj, si riferisce a una delle divinità legate al Dharma, incarna la bellezza, la generosità e la sensualità. Aspetti, questi, che si ritrovano nella musica realizzata da questa interprete divenuta portavoce della cultura indiana. Dopo aver formato i Lost at Last – gruppo col quale ha dato vita a composizioni intimiste e spirituali – Jaya Lakshmi, nel 2003, ha realizzato il suo primo album solista, Ocean of Mercy, prodotto dalla Sequoia Records. Un lavoro intenso, che mette in luce le sue doti vocali e compositive, confermate più volte anche con prestigiose collaborazioni (ricordiamo quella con uno dei padri della new age, William Ackerman, col quale ha firmato Hearing Voices).

La voglia di sperimentare nuovi percorsi musicali le ha permesso di creare dischi in cui i canti vedici e strumenti indiani si amalgamano ai ritmi di altre culture, come quella andaluso-gitana. Jewel of Hari (2004) è un mosaico sonoro, composto da echi orientaleggianti e momenti di profondo intimismo meditativo.

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L’ultimo album, Sublime − prodotto da Steve Gordon (noto anche per i progetti Buddha-Lounge e Sacred Earth Drums) − prosegue nella direzione intrapresa coi precedenti lavori. Si sente il lirismo della tradizione sonora induista e la forte impronta mistica generata dalla ripetizione di mantra. Accompagnata da musicisti di alto spessore, quali Deva Priyo (sarod), Manose (bansuri) e Daniel Paul (tabla), Jaya Lakshmi tributa omaggio ad alcune divinità importanti nel pantheon induista, come Brahma, simbolo della creazione (con “Brahma Shanti”) e Shiva, figura che incarna colui che distrugge per ricreare e trasformare la realtà (con “Shiva Shankar”). Altre tracce ipnotiche sono “Ohe! Vaisnava Thakura” (inclusa nella nostra compilation) e “Om Gurave”, perfette per entrare in una dimensione contemplativa, lontana dalle inutili corse al materialismo; una dimensione dove ritrovare quella pace interiore da sprigionare poi verso un mondo che, mai come adesso, anela e ha bisogno di armonia.

Silvia C. Turrin
Articolo del 2008

Mantra

Il suono – inteso in ogni sua espressione – è uno degli elementi più potenti che spingono sia all’annullamento delle dicotomie (maschile/femminile; spirituale/materiale), sia alla creazione di un equilibrio olistico. In particolare, le vibrazioni sonore dei mantra sono vettori di energie positive, benefiche sul piano fisico, energetico e psicologico.
I mantra discendono dalle culture orientali e sono costituiti dall’unione di sillabe sacre che hanno il potere di risvegliare la coscienza interiore. Sono formule, parole o semplici suoni dotati di una particolare forza in grado di influenzare positivamente sia chi li ascolta, sia chi li invoca.
La parola mantra è formata dalla radice mana che in sanscrito vuol dire “pensare”, mentre il suffisso tra deriva da traya, che significa “proteggere”. I mantra sono forze vibratorie che liberano la mente dai condizionamenti, la calmano e la proteggono. Come afferma Richard Waterstone, autore di documentari e conoscitore della cultura orientale: «Il suono ha un posto fondamentale nel pensiero hindu; alcuni studiosi credono che abbia preceduto la creazione dell’universo e che le sue vibrazioni leghino gli atomi del mondo». In alcune zone dell’Asia si possono osservare addirittura sui muri e anche sulle rocce lungo sentieri impervi scritte che altro non sono che mantra, come il noto “Om mani padme hum”, il mantra più importante del buddhismo.

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Om mani padme hum” significa “Il gioiello del loto si trova all’interno”. In esso si ritrova la saggezza essenziale della dottrina Buddista ed esprime la ricchezza interiore di ogni individuo. Il gioiello è nascosto nel cuore, simbolizzato dal fiore di loto, immagine della purezza. Questo mantra ha il potere di purificare la coscienza, eliminando sensi di colpa e condizionamenti.

OM è la combinazione di tre suoni: A-U-M (in sanscrito si pronunciano OM). È il più potente di tutti i mantra, poiché rappresenta lo stato della consapevolezza universale, l’origine del Tutto. Ogni sua sillaba ha un preciso significato corrispondente ai tre stati sensoriali di un individuo. “A” esprime la creazione (simbolizza la divinità indù Brahma) ed è legata allo stato di risveglio; “U” indica la preservazione (simbolizza Vishnu), la continuazione ed è connessa allo stato di sogno; “M” designa la raggiunta completezza e trascendenza (simbolizza Shiva) e lo stato di sonno profondo. Le tre sillabe di AUM simbolizzano anche le tre dimensioni temporali: “A” il presente, “U” il passato, “M” il futuro.

Secondo la tradizione yogica, ripetere un mantra produce effetti positivi a livello psicofisico. La mente si calma e il corpo diventa sempre più rilassato. La concentrazione s’intensifica e le percezioni sensoriali vengono rivolte verso la dimensione interiore. Si sviluppa una nuova percezione del Sé. Più i suoni vengono riprodotti, più i condizionamenti e varie forme di stress mentale si attenuano sino a scomparire. I mantra, essendo vibrazioni sonore, agiscono sul subconscio, soprattutto se pronunciati a voce alta e se sincronizzati coi movimenti del respiro. Ripetendoli verbalmente, in una postura da meditazione (seduti, in una posizione comoda ma eretta, in un ambiente tranquillo) influenzano e risvegliano l’energia nel corpo e permettono di raggiungere una profonda consapevolezza e un intenso processo introspettivo. Anche ripetuti mentalmente riescono a distendere la mente, a calmare i pensieri e a controllare, senza forzature, le emozioni.

Molte meditazioni, soprattutto quelle legate alla scuola Theravada, non prevedono la ripetizione di mantra, ma silenzio, senza alcun sottofondo musicale: questo è uno dei percorsi più efficaci per accedere alla parte più profonda del Sé.

Ciò non toglie che la ripetezione dei mantra, unita alla meditazione “silenziosa” siano strumenti validi per creare armonia dentro e fuori di noi stessi.