Maestri di riferimento

dalla tradizione buddhista

tilopaTilopâ (928-1009) mistico indiano buddhista noto soprattutto per essere stato colui che iniziò il dotto maestro Nâropâ (956-1040) al significato ultimo di un insegnamento conosciuto in sanscrito come Mahâmudrâ, ovvero «Grande Sigillo».
Quando si è liberi dal dogmatismo, perché non ci si fissa più su una conclusione, si consegue la visione del vero significato di tutti gli insegnamenti. Se si penetra questa verità ci si libera dalla gabbia del divenire. Se si contempla questa verità si brucia tutto ciò che oscura e causa sofferenza. Chi così realizza è detto “lampada dell’insegnamento”.

MilarepaMilarepa (1051 – 1135)
Grande Yogi che visse tra gli altopiani innevati del Tibet, è il Realizzato per eccellenza che è riuscito a superare difficoltà e tanti ostacoli, sino a giungere all’Illuminazione. Secondo le fonti più note, ancora bambino venne sottoposto a maltrattamenti e alle ingiustizie degli zii, sui quali poi si vendicò facendo uso della magia nera. Solo grazie alla sua perseveranza nella pratica meditativa riuscì a conseguire la Cono­scenza Assoluta e la Liberazione. Suo maestro fu Marpa.

 

Zen master Thich Nhat HanhThích Nhất Hạnh

Maestro zen vietnamita, poeta e pacifista, nato nel 1926 e divenuto novizio a 16 anni. Entrò come monaco nel tempio Tu Hieu e sin dagli anni ’50 si è fortemente impegnato in un rinnovamento del Buddhismo vietnamita, culminato – durante la guerra – nella fondazione di un movimento Buddhista attivo e impegnato nella Pace. Nel 1967 è stato proposto da Martin Luther King per il Premio Nobel per la pace, ed è stato a capo della delegazione buddhista vietnamita durante gli accordi di pace di Parigi. Autorevole figura spirituale, è una guida per quanti cercano un cammino di profonda Consapevolezza. Il fulcro dei suoi insegnamenti è “vivere nel presente”, il solo modo per sviluppare Pace, in noi stessi e nel mondo.
Io cammino sulle spine, ma con fermezza, come tra i fiori

dalla tradizione yogica e induista

Sri_AurobindoSri Aurobindo (1872-1950)
filosofo indiano, nonché uno dei più illuminati maestri spirituali dell’India moderna. Dopo aver compiuto la sua educazione in Inghilterra (studiò a Cambridge) fu, dal 1905 al 1910, uno dei capi del movimento nazionalista indiano. Arrestato in India nel 1908, sperimenta in carcere una profonda esperienza spirituale. Perseguitato dalle autorità britanniche, si rifugiò nella colonia francese di Pondicherry, dove fondò il suo āśram, dedicandosi interamente all’elaborazione di una sintesi tra la filosofia tradizionale indiana e il pensiero occidentale. Nel 1914 incontra Mira Alfassa Richard (1878-1973), giovane francese conoscitrice dell’esoterismo occidentale. Mira diventa la partner spirituale di Aurobindo ed è chiamata nell’ashram Mère“, la Madre. Insieme a Lei sviluppa lo Yoga Integrale.
Per Aurobindo fondamentale è per l’individuo sviluppare la coscienza di sé, primo passo della propria evoluzione. Il segreto dello yoga di Aurobindo sta in questa trasformazione, ovvero un cambiamento di coscienza. La coscienza di sé comporta un più rapido procedimento di evoluzione, che si attua per mezzo della pratica . Il fine superiore che ispira questa concezione è quello di portare l’umanità a una più alta e diversa coscienza di sé, poiché il tempo per tale maturazione è finalmente giunto.
Opere principali: Basis of Yoga (1936; Le basi dello Yoga), The Life Divine (1942; La vita divina), The Evolution (1950; L’evoluzione).

YoganandaParamahansa Yogananda (Mukunda Lal Gosh, 1893-1952)
maestro spirituale che ha diffuso il kriya yoga in Occidente. Una tradizione iniziata con Lahiri Mahasaya (1828-1895) e prima ancora dal Mahavatar Babaji. Yogananda deve la sua preparazione a Swami Yukteswar Giri, del quale divenne discepolo nel 1910, all’età di 17 anni. Nell’eremitaggio del maestro Mukunda Lal Gosh passò la maggior parte dei successivi dieci anni della sua vita. Dopo essersi laureato nel 1915 all’Università di Calcutta, entrò nell’ordine monastico degli Swami ricevendo il nome di Swami Yogananda (che significa beatitudine, ananda, per mezzo dell’unione divina, yoga). Nel 1920 si recò negli Stati Uniti come delegato per l’India al Congresso internazionale di leaders religiosi a Boston. Nello stesso anno fondò la Self Realization Fellowship allo scopo di diffondere nel mondo intero, secondo le ispirazioni ricevute dal suo guru e dal grande Yogi e santo himalayano Babaji, la millenaria scienza e filosofia dell’India e la sua antica tradizione della meditazione (Kriya Yoga). Nel 1935 inizò un tour in Europa e in India. Incontrò importanti personalità, tra cui il Mahatma Gandhi, Ramana Maharishi e Anandamoyi Ma. Fu in questi anni che il suo guru Sri Yukteswar gli conferì il più alto titolo monastico di Paramahansa.
L’Opera di rifererimento è la sua Autobiografia di uno yogi (titolo originale: ”Autobiography of a Yogi, 1946), annoverato tra i cento libri di spiritualità più importanti e influenti del ventesimo secolo.

Swami Sri YukteswarSwami Sri Yukteswar (1855 – 1936)
astrologo vedico e guru indiano, discepolo di Lahiri Mahasaya dal quale fu introdotto ai misteri del Kriya Yoga e alla realizzazione del Sé supremo. Fu maestro di Paramhansa Yogananda e Satyananda Giri. Gli fu dato l’appellativo onorifico di Jnanavatar, ovvero “incarnazione della Saggezza”. Su ispirazione del grande guru Babaji, Sri Yukteswar scrisse “La Scienza Sacra“, un libro in cui è sottolineata l’unità tra le Scritture della cristianità e le Scritture indù. Un libro che pone le basi di una visione olistica dell’universo sulla quale si fonda un modo naturale di vivere per il corpo, per la mente e per l’anima.

Sri Ramana MaharshiSri Ramana Maharshi (Venkataraman, 1879-1950)
uno dei più importanti mistici dell’India, nonché auterevole maestro dell’Advaita Vedānta (da non confondersi con Maharishi Mahesh Yogi 1918-2008 fondatore della meditazione trascendentale). Dall’età di 17 anni visse la sua vita ai piedi del monte Arunachala, uno dei luoghi più sacri dell’India. Questo grande saggio predicò la via della ricerca del Sé mediante la pratica del porsi la domanda “Chi sono io?”. Scrisse poco e solo per soddisfare richieste specifiche dei suoi devoti. Restò ai piedi del monte Arunachala sino alla sua morte, nel 1950.

ŚRĪ SĀRADĀ DEVĪ 2Śrī Sāradā Devī
è stata moglie e prima discepola del Maestro Śrī Rāmakṛṣṇa (1836-1886), ovvero colui che elargì parole di fratellanza e rispetto tra tutti gli uomini, di tutte le fedi religiose, spingendoli a elevarsi spiritualmente per uno sviluppo etico globale. Śrī Sāradā Devī lo accompagnò e gli stette accanto sino alla fine. Una compagna e una devota straordinaria, lei stessa grande mistica.

«Così è la vita, oggi siamo qui, domani non ci siamo più! Nulla segue chi muore, eccetto i propri meriti e demeriti; le buone e cattive azioni ci seguono persino dopo la morte».

Questo è uno dei tanti aforismi di questa donna, conosciuta anche col nome di Santa Madre.

logo nonterapiaIl nostro percorso legato alla Mindfulness Immaginale lo abbiamo intrapreso grazie a Selene Calloni Williams e a Paola Bertoldi, maestre della Scuola Italo-Svizzera di Nonterapia, con le quali abbiamo intrapreso un cammino di conoscenza e di pratica che continua a tutt’oggi (poiché non si finisce mai di imparare).


Pubblicazioni:

Mindfulness Immaginale, scritto da Selene Calloni Williams e Silvia C. Turrin, Mediterranee, 2016

un libro per sempre

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