Trasformare un disagio in un momento di “risveglio consapevole”

Fermarsi e ascoltare il nostro cuore è sempre una pratica efficace che ci può illuminare sulle nostre scelte, come abbiamo spiegato in un nostro recente workshop di Meditazione.
Anche quando percepiamo emozioni o pensieri disturbanti abbiamo dentro noi una capacità trasformativa potente.

A questo proposito, condividiamo qui alcuni suggerimenti per trasformare un disagio in un momento di “risveglio consapevole”:

1-prima di tutto, respirate in modo consapevole. Anapanasati è sempre una pratica potente per trasvalutare le emozioni/sensazioni pesanti;
2-distraetevi! Se c’è qualcosa che vi turba cercate di riportare l’attenzione a ciò che più amate, può essere anche un buon libro, o un contatto telefonico o un’uscita con un’amica/amico, o potete portare a passeggio il vostro cane o potete ascoltare la musica che più amate (musicoterapia)***;
3-camminare nella natura aiuta a sciogliere blocchi e ad allentare pensieri ossessivi;
4-meditate per almeno 10-15 minuti tutti i giorni.

Buona Pratica 🧘🧘‍♀️

***Se volete approfondire il tema della Musicoterapia:

consigliamo la lettura del libro Viaggi nella Musica” di Silvia

Mindfulness Immaginale

Pratiche di meditazione e visione immaginale

Selene Calloni Williams 
Silvia Cinzia Turrin

«La Mindfulness Immaginale è un cammino di consapevolezza che migliora le condizioni di benessere interiore trasmutando emozioni di tristezza, rabbia, paura. In questi ultimi anni, innumerevoli sono state le conferme scientifiche a sostegno della tesi secondo la quale la pratica della meditazione buddhista (in particolare Vipassana, Satipaṭṭhāna e Cankamana) sia in grado di conferire grandi benefici psicologici e fisici, che vanno ben oltre la semplice riduzione dello stress. Questo ha fatto sì che la Mindfulness incontrasse un vasto consenso anche al di fuori degli ambiti clinici».

Chi pratica la Mindfulness Immaginale finisce sempre per trovare se stesso, sviluppando la capacità di attenuare pensieri disturbanti e ossessivi.

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Pace, energia, pensieri


Perché nel mondo nascono sofferenza e miseria? Quando su tutta la Terra le persone sono felici e prospere, esse sono in sintonia con Dio, e tutte le vibrazioni della Terra, in relazione con i pianeti, sono armoniose. Ma non appena una nazione inizia a combattere contro un’altra, o gli avidi egoisti dell’industria, cercano di accaparrarsi tutta la prosperità per sé, si crea depressione. E quando la depressione inizia in un luogo, poi comincia a diffondersi ovunque, a causa delle vibrazioni che viaggiano attraverso l’etere.”


Sembrano parole pronunciate oggi, invece risalgono al 1939 e sono del maestro Paramhansa Yogananda, grande filosofo e mistico indiano, molto amato anche in Occidente grazie al suo capolavoro bestseller “Autobiografia di uno yogi“.

Le sue parole sono emblematiche e non si devono inquadrare all’interno di una visione puramente spirituale/mistico. C’è molta scienza in questo pensiero… perché dalla teoria della relatività di Einstein alle nuove scoperte della fisica quantistica è emerso chiaramente come tutto sia energia.

Ci muoviamo in un oceano di energia, di vibrazioni e poiché i nostri pensieri sono anch’essi energia è chiaro che la realtà che stiamo vivendo – una realtà molto conflittuale, improntata sull’ego e sull’edonismo e sul potere – ha origine (anche) da un flusso costante di pensieri tossici cui si aggiungono una serie di emozioni disturbanti.

Ecco che meditare sulla compassione e sulla gentilezza amorevole, ecco che nutrire empatia, ecco che uscire dalla gabbia dell’io sono strumenti in fondo semplici, ma potenti, che possono cambiare in meglio il mondo.

Non aspettiamo che siano gli altri a cambiare in meglio il mondo, partiamo da noi stessi, osservando le ns ombre…

Un po’ come ha fatto Luke Skywalker quando, su impulso del maestro Yoda, entra nella caverna buia e “incontra” il suo lato oscuro, metafora delle sue paure più profonde.

BE MINDFUL 

Meditazione e consapevolezza

La mente è una questione di prospettiva.

E’ uno sguardo voltato dall’altra parte rispetto all’amore, al
darsi, al sacro. E’ uno sguardo puntato dall’altra parte rispetto
al divino, uno sguardo che vede ombre che non esistono, se
non perché vengono create da un voltarsi, da un guardare dall’altra
parte. La mente non c’entra con la vera conoscenza: essa
è piuttosto una distrazione, un inganno.

La meditazione è attenzione.

Quando ti siedi a meditare sul corpo o sul respiro devi per
prima cosa dissociarti da tutto ciò che la tua mente pensa sia
un corpo o un respiro. Quindi devi cercare di fare un’esperienza
empatica, diretta del corpo e del respiro. Inevitabilmente ti accadrà
di scoprire che essi non sono nulla di ciò che pensavi che
fossero, allora, il tuo cammino ha inizio.

E’ inarrestabile, irreversibile, perché la mente contiene un meccanismo di autodistruzione,
si chiama ricerca della verità. Una volta che l’hai azionato sei libero; te ne accorgi a gradi di intensità sempre più crescenti, mano a mano che il meccanismo che dissolve l’inganno
mentale procede.

Estratto dal libro “Mindfulness Immaginale” (Edizioni Mediterranee)

Laboratorio Gratuito di Mindfulness

Pratiche di presenza mentale e tecniche meditative
(adatte a tutti).

Mercoledì 10 AGOSTO 2022

dalle 18:00 alle 19:00 

a Varese Ligure (SP)
nella Sala della Compagnia

Il presente è il momento in cui operare.
Se siamo davvero ancorati nel presente, possiamo fare piani migliori per il nostro futuro.
Vivere in modo consapevole nel qui e ora non preclude la possibilità di fare programmi:
significa soltanto che sappiamo che non ha senso perdersi in preoccupazioni e timori per il futuro.
Se si è radicati nel momento presente,
si può portare il futuro nel presente per gettarvi uno sguardo in profondità,
senza smarrirsi nelle ansie e nelle incertezze.
Se siamo davvero presenti e sappiamo come occuparci al meglio del qui e ora,
stiamo già facendo il massimo per il nostro futuro.

*Thich Nhat Hanh


Per info e iscrizioni compila il seguente Form

Affrontare i cambiamenti in modo consapevole

In questi mesi, molti di noi hanno affrontato alcuni cambiamenti, più o meno radicali. Il cambiamento fa parte di ogni cammino esistenziale, eppure ancora tante persone o lo vivono con ansie e paure, o lo continuano a posticipare.

La pratica meditativa aiuta a essere più consapevoli delle trasformazioni di cui abbiamo bisogno per poter evolvere.

Anche noi, alcuni mesi fa, abbiamo vissuto un importante cambiamento.

Ci siamo trasferiti in una terra tra mare e monti che amiamo molto, la Liguria. Abbiamo scelto la zona del Levante e siamo riusciti a trovare una casetta a due passi nel bosco. Siamo in Val di Vara, la Valle del Biologico.

Come potete immaginare, cambiare casa richiede concentrazione, pianificazione, organizzazione e una forte capacità ad affrontare eventuali imprevisti.

Possiamo dire che le pratiche di Mindfulness e la meditazione ci hanno permesso di vivere questa nostra fase della vita con maggiore lucidità e presenza mentale.

Abbiamo abbracciato ciò che nella tradizione e filosofia buddhista viene chiamato Satipatthana. Questa parola, in lingua pali, significa “essere consapevoli, stabili, fermi su un certo oggetto” e per oggetto non si intende solo qualcosa di visibile (come può essere una candela – nel caso si pratichi Trataka – o un foglio colorato – nel caso si pratichi la meditazione sui colori), ma anche qualcosa di non materiale, non tangibile, come può essere un certo obiettivo, una meta che ci si pone.

La via del Satipatthana è un cammino che ci aiuta ad affrontare con maggiore consapevolezza i mutamenti esistenziali. 

A volte rifuggiamo i cambiamenti per timore di lasciare le nostre (fragili) sicurezze, perché non sappiamo esattamente cosa può riservarci il futuro. Ma dentro di noi sentiamo una voce che ci sussurra che è arrivato il momento di compiere una trasformazione.

Attraverso la meditazione – ascoltando la nostra dimensione interiore più profonda – possiamo capire se quel cambiamento che vorremmo attuare è ciò che la nostra anima anela davvero.

Nelle foto alcune immagini del nostro giardino