Percorso di Conspevolezza – Passo 4 – Sviluppare l’attenzione

Un giorno un uomo chiese al maestro Ikkyû: “Maestro, vuoi annotarmi alcune delle regole fondamentali della suprema saggezza?”
Ikkyû afferrò subito carta e pennello e scrisse: “Attenzione”.
” È tutto?” disse l’uomo. “Non vuoi aggiungere qualche altra cosa?”
Al che Ikkyû scrisse: “Attenzione. Attenzione”.
“Beh,” disse l’uomo abbastanza irritato, “non vedo davvero molto di profondo o di ingegnoso in ciò che hai appena aggiunto.”
Allora Ikkyû prese il pennello e scrisse: “Attenzione, attenzione, attenzione”.

Questo è un racconto che appartiene alla millenaria saggezza Zen e che ben sintetizza l’importanza di nutrire l’attenzione cosciente.

Al novizio o a chi si approccia da poco alla meditazione sembra che parlare solo di Attenzione sia riduttivo e molto astratto, ma l’attenzione è un elemento fondamentale della pratica meditativa e di ogni percorso di crescita.

Senza l’attenzione verso di sé e verso gli altri, oltre che verso il mondo circostante rimaniamo sempre in balia di qualcosa.

Molte persone rimangono condizionate da numerose distrazioni proprio per la mancanza di attenzione. Distrazioni come l’uso dei social, che rischia di sfiorare la dipendenza, o la tendenza a osservare eccessivamente “la vita degli altri”, dimenticando la propria…

Lo sviluppo dell’attenzione cosciente è un requisito e al contempo è un ottenimento della pratica meditativa.

Attraverso la meditazione abbiamo la capacità di plasmare la nostra mente. L’attenzione consapevole ci aiuta a liberarci da quegli schemi mentali che alimentano la sofferenza.

Seguendo un cammino meditativo che unisce mente, cuore, corpo, anima possiamo trovare la quiete interiore anche in un mondo iper-razionale, frenetico, orientato al virtuale.

Come sempre ricordiamo che “meditare” non significa solo e semplicemente rimanere in una posizione assisa, con gli occhi chiusi, in uno spazio calmo e isolato, significa essere nel mondo in modo consapevole, compassionevole ed empatico.

Buona pratica!
Silvia e Alberto

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Percorso di Consapevolezza – Passo 3 – Radicamento

Dopo l’Arte di Ascoltare e la Capacità di Rallentare, proseguiamo il Percorso di Consapevolezza del mese di Novembre.

Tema centrale di questa terza tappa è: Sentirsi radicati.

Paura, tristezza, ansia e altre emozioni pesanti sommergono tante persone in un mondo dove sembra prevalere il caos.

Se non possiamo cambiare ciò che accade all’esterno di noi, siamo in grado però di modificare le nostre reazioni agli eventi. Siamo talmente distratti da impegni e condizionamenti che ci dimentichiamo della capacità insita in ognuno di noi di risvegliare la nostra forza interiore.

Per affrontare le sfide che la vita ci pone davanti è importante sentirsi radicati e centrati.

La pratica meditativa ci può sostenere in questo, poiché ci aiuta a liberare la mente e a rendere i pensieri disturbanti più fluidi e limpidi.

Nei nostri corsi – oltre a momenti contemplativi e di presenza mentale – proponiamo pratiche che aiutano ad affinare il processo di radicamento.

Quando sviluppiamo radici ben salde possiamo venire turbati da forti folate di vento o da scossoni, ma la nostra stabilità interiore non potrà essere intaccata.

È importante familiarizzarci sia con i nostri limiti, sia con le nostre capacità e potenzialità. È importante anche rammentare che i momenti di fragilità fanno anch’essi parte di noi. Non siamo supereroi e grazie al fatto che ci sentiamo radicati possiamo comprendere quando è il momento di prendere una pausa.

Radicarsi significa anche regalarsi del tempo per sé, per vivere momenti di calma, in modo da ritrovare la giusta centratura che ci porta a sostenere impegni e responsabilità.

Sentirsi radicati ci permette di ricordare come le emozioni siano transitorie, impermanenti. È per questo che non è necessario aggrapparsi ad esse. La meditazione e le pratiche di radicamento ci aiutano a non rimanere succubi delle fluttuazioni emotive.

Tra le pratiche che vi consigliamo, oltre alla meditazione sul respiro (Anapanasati) e al body scan, segnaliamo due posizioni dello yoga (asana) che lavorano proprio sul processo di radicamento:

Tadāsana (la posizione della montagna) e Vrksasana (la posizione dell’albero).

Tadāsana
Pratica: si esegue rimanendo in posizione eretta.
I piedi sono ben appoggiati a terra, paralleli e allineati alle anche. Distribuite il peso su entrambi i piedi, sfruttando tutta la pianta: non caricate troppo né sui talloni, né sulle punte. Le spalle sono rilassate. Le braccia sono morbidamente allungate lungo i fianchi. Per facilitare la postura immaginate un filo che dai piedi sale fino alla sommità della testa.
Potete portare i palmi delle mani in Anjali Mudra (uniti all’altezza del petto).
La respirazione è naturale, senza sforzo.

Vrksasana
Pratica: posizione di partenza Tadāsana. Rilassa tutto il tuo corpo finché lo sentirai morbido e abbandonato. A occhi aperti solleva il piede destro, afferralo con la mano corrispondente e appoggialo all’interno della coscia sinistra nel punto più alto possibile. Resta in equilibrio sul piede sinistro con il corpo diritto ma non rigido. Resta morbido e asseconda le oscillazioni del tuo corpo. Puoi tenere le braccia aperte all’altezza delle spalle, oppure puoi tenere le mani giunte a preghiera davanti al torace o sopra la testa.
Cerca di mantenere lo sguardo fisso in un punto, se riesci a non muovere gli occhi ti sarà più facile restare in equilibrio.

Per approfondire l’esecuzione di queste asana consiglio la lettura del libro “Mindfulness Immaginale”, dove sono spiegate varie posture yoga, esercizi di meditazione e risveglio. Si tratta di pratiche, dette anche “corpi di pratiche” (body practices) considerate i sentieri d’aiuto della Mindfulness Immaginale.

Silvia C. Turrin

mindfulness immaginale libro

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Quale collegamento c’è tra la Mindfulness e la Meditazione?

Noi consideriamo le radici orientali della Mindfulness.

Il nostro approccio è incentrato in particolare sulla Mindfulness Immaginale, metodologia non terapeutica in cui la meditazione incontra la psicologia immaginale (così come è stata sviluppata dalla nostra maestra, Selene Calloni Williams avendo come background la visione immaginale/archetipica elaborata da James Hillman).

L’approccio immaginale dà spazio al potere immaginativo, e quindi considera importante “il simbolo”. Per esempio, il corpo è considerato esso stesso simbolo di quelle forze con cui si viene in relazione: queste forze lasciano tracce, che a loro volta s’imprimono sul corpo e lo modellano. 

La Mindfulness Immaginale integra quindi conoscenze orientali e moderne conoscenze collegate alle neuroscienze e alla fisica quantistica.

Al centro rimangono la Meditazione (Samatha e Vipassana) e le pratiche di visualizzazione.

Attraverso la Meditazione ognuno di noi:

– scopre la sua vera natura;
– scopre la chiara luce insita dentro sé, in simbiosi con la Natura;
– si libera dai condizionamenti che si manifestano nella sua mente;
– impara a eliminare ciò che dà origine alla sofferenza;
– sviluppa qualità (compassione, amore, equanimità, pace interiore) che migliorano la qualità della vita e le relazioni con gli altri.

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Per approfondire si veda il libro edito da Mediterranee

Mindfulness Immaginale

Autrici: Selene Calloni Williams, Silvia C. Turrin

mindfulness immaginale libro

Trasformare un disagio in un momento di “risveglio consapevole”

Fermarsi e ascoltare il nostro cuore è sempre una pratica efficace che ci può illuminare sulle nostre scelte, come abbiamo spiegato in un nostro recente workshop di Meditazione.
Anche quando percepiamo emozioni o pensieri disturbanti abbiamo dentro noi una capacità trasformativa potente.

A questo proposito, condividiamo qui alcuni suggerimenti per trasformare un disagio in un momento di “risveglio consapevole”:

1-prima di tutto, respirate in modo consapevole. Anapanasati è sempre una pratica potente per trasvalutare le emozioni/sensazioni pesanti;
2-distraetevi! Se c’è qualcosa che vi turba cercate di riportare l’attenzione a ciò che più amate, può essere anche un buon libro, o un contatto telefonico o un’uscita con un’amica/amico, o potete portare a passeggio il vostro cane o potete ascoltare la musica che più amate (musicoterapia)***;
3-camminare nella natura aiuta a sciogliere blocchi e ad allentare pensieri ossessivi;
4-meditate per almeno 10-15 minuti tutti i giorni.

Buona Pratica 🧘🧘‍♀️

***Se volete approfondire il tema della Musicoterapia:

consigliamo la lettura del libro Viaggi nella Musica” di Silvia

Mindfulness Immaginale

Pratiche di meditazione e visione immaginale

Selene Calloni Williams 
Silvia Cinzia Turrin

«La Mindfulness Immaginale è un cammino di consapevolezza che migliora le condizioni di benessere interiore trasmutando emozioni di tristezza, rabbia, paura. In questi ultimi anni, innumerevoli sono state le conferme scientifiche a sostegno della tesi secondo la quale la pratica della meditazione buddhista (in particolare Vipassana, Satipaṭṭhāna e Cankamana) sia in grado di conferire grandi benefici psicologici e fisici, che vanno ben oltre la semplice riduzione dello stress. Questo ha fatto sì che la Mindfulness incontrasse un vasto consenso anche al di fuori degli ambiti clinici».

Chi pratica la Mindfulness Immaginale finisce sempre per trovare se stesso, sviluppando la capacità di attenuare pensieri disturbanti e ossessivi.